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KALENDARIVM ROMANVM

Sacrifici al dio Giano per benedire il nuovo anno

Il calendario trae origine da Kalendae, il primo giorno del mese, così detto dal verbo arcaico Kalare: chiamare a raccolta. Da Kalendae deriva il termine Calendario (Inglese Calendar, Francese Calendrier, Tedesco Calender, Spagnolo Calendario, Portoghese Calendario). I sacerdoti nelle Kalendae annunciavano al popolo romano le date importanti del mese.

Un servo detto Kalator annunciava in pubblico quanti giorni mancavano alle None. Le None erano così chiamate perché cadevano sempre prima del nono giorno anteriore alle Idi.

Le Idi (da termine etrusco o sumerico indicante "metà") dividevano il mese in due parti quasi uguali. I Solstizi sono i due momenti dell'anno nei quali il sole raggiunge il punto più meridionale o settentrionale della sua corsa apparente nel cielo. Etimologicamente, solstizio signifìca "arresto del sole", perché la sua elevazione non sembra cambiare da un giorno all'altro. I solstizi dipendono dall'inclinazione dell'asse terrestre.

Il solstizio d'estate è solitamente: nell'emisfero Nord il 21 giugno e nell'emisfero Sud il 21 o 22 dicembre. Il solstizio d'estate è la data del giorno più lungo dell'anno e di conseguenza della notte più corta. Almomento del solstizio, il Sole raggiunge la sua massima declinazione. Rappresentando l'inizio dell'Estate è sempre stato nella storia occasione di feste.

Il solstizio d'inverno è: nell'emisfero Nord, il 21 o il 22 dicembre e il 21 o 22 giugno nell'emisfero Sud. La data del solstizio d'inverno coincide col dì più corto dell'anno e con la notte più lunga. Il Sole raggiunge la sua minima declinazione. Anche il solstizio d'inverno ha rappresentato nei secoli occasione di festività di vario genere: per es. i Saturnalia nell'antica Roma.

Gli Equinozi: la parola "equinozio" deriva dal latino e signifìca "notte uguale". Gli equinozi di marzo e settembre sono i due giorni di ogni anno in cui il giorno e la notte hanno la stessa durata. Nell'emisfero settentrionale, cade il 20 o 21 Marzo, l'equinozio di primavera, cade invece il 22 o 23 settembre, l'equinozio d'autunno; nell'emisfero meridionale, questi nomi sono invertiti.

Il calendario elaborato da Romolo era costituito da dieci mesi e non esistevano gennaio e febbraio, che furono aggiunti in seguito dal re sabino Numa Pompilio per farlo coincidere con l'anno solare. Fu però Giulio Cesare a fissare l'inizio dell'anno al primo gennaio, ad inserire i giorni bisestili ed a portare l'anno a 365 giorni, che è poi la struttura del calendario utilizzata in occidente e in molti altri paesi del mondo.

Gli anni venivano contati ab Urbe condita, ossia a partire dalla fondazione di Roma, 753 a.C.

 

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