|
FRONTPAGE_NO_TRANSLATION_AVAILABLE POESIE E SONETTI SABINI
Le poesie in vernacolo. Vernàcolo deriva dal latino VERNACVLVS, propriamente appartenente ai servi nati in casa, da VERNA. Verna dunque è una di quelle parole portate dall'Asia nel suolo italico dai primi emigranti e per questa ragione si trovano isolate nella lingua latina e non possono che interpretarsi che con l'aiuto del sanscrito. Il significato che è stato dato a "Verna" viene dal germogliare in primavera (lat. ver), per similitudine confrontando i figli della schiava nati in casa del padrone con i germogli e i frutti della terra. Vernacolo rimane solo come attributo della lingua naturale di un paese, in quanto si scosta dalla lingua comune, ma letteralmente significa lingua dei servi, quindi plebea, volgare e quindi dialettale. Se conosci il dialetto sabino, ti piace la cultura locale o sei un'artista, ti consigliamo di partecipare o assistere al "Carmen Sabinum", un concorso biennale per poeti, scenografi e ricercatori con premiazioni che si tiene a Poggio Moiano. Qui viveva un poeta autodidatta , Giuseppe Coccia detto "Pecione", che e' riuscito a descrivere, destando emozione, la vita quotidiana, le sofferenze, la dignità, la povertà, la deprivazione estrema, le fatiche e le speranze della gente Sabina nei primi decenni del scolo scorso. "Pecione" e' considerato uno dei maggiori esponenti della poesia Sabina.
N.b.: per alcune poesie esiste anche la parte fonetica per pronunciare correttamente le parole più "difficili" le troverete tra parentesi ed in rosso. |
| < Anterior |
|---|




















